Cosa vedere a Moncalvo, la “città più piccola d’Italia”

Cosa vedere a Moncalvo-Piazza Carlo Alberto-Portici-Castello-Carretto

Breve guida alla scoperta del paese del Basso Monferrato

Sei nel Monferrato e vorresti scoprirne gli angoli più caratteristici? Allora leggi e scopri cosa vedere a Moncalvo, la “città più piccola d’Italia”.

Moncalvo è un paese situato nel cuore del Monferrato, a metà strada tra Casale Monferrato e Asti. La sua storia è molto lunga e prestigiosa e affonda le sue radici a prima che i Romani si spingessero a nord nelle loro conquiste. Infatti, nonostante le prime testimonianze siano di epoca romana, è probabile che per la sua posizione privilegiata fosse già abitata dai Liguri. Tuttavia è nel medioevo che acquista lo status di “civitas” (città in latino) di cui continua a fregiarsi, anche se adesso è poco più di un paese. Non sappiamo se è realmente la “città più piccola d’Italia”, ma ci piace lo stesso pensare che Moncalvo si possa fregiare di questo titolo.

Ritornando alla sua storia dobbiamo aggiungere assolutamente che fu, dal X secolo, la prima capitale del Marchesato del Monferrato voluta dal leggendario Aleramo. La capitale del marchesato cambiò in seguito  più volte, ma, nonostante ciò, la centralità di Moncalvo nel territorio monferrino rimase quasi intatta. Con il suo grande castello infatti era ambito dalle più influenti famiglie dell’epoca, tra cui anche i Gonzaga, e subì diverse occupazioni di eserciti stranieri. Infine nel XVIII secolo, con l’annessione del Ducato del Monferrato al Ducato di Savoia, si legò indissolubilmente alle sorti di quest’ultimo. Negli ultimi anni Moncalvo sta puntando moltissimo sul turismo e sulla valorizzazione delle sue eccellenze, culturali ed eno-gastronomiche. Tutto questo impegno è stato premiato dal Touring Cub Italiano con l’assegnazione della Bandiera Arancione.

Dopo questa breve introduzione iniziamo il nostro itinerario alla scoperta di Moncalvo.

Cosa vedere a Moncalvo: Il Castello

Il nostro itinerario comincia da Piazza Carlo Alberto, un grande spiazzo dove si può trovare facilmente un posticino per la propria auto. Se ci si guarda intorno si intuisce immediatamente che vicino c’è il Castello di Moncalvo. In realtà, si è già dentro al castello, o meglio, dove si estendeva gran parte dell’edificio. Infatti dell’antico castello rimangono soltanto due tratti di mura ben conservati che circondano metà del perimetro della piazza. All’interno di queste mura, nell’800 furono ricavati dei scenografici portici e alcuni locali che oggi ospitano delle attività commerciali e l’ufficio turistico.

Un aspetto interessante, inoltre, è quello puramente paesaggistico. Infatti il castello è in una posizione eccezionale da cui si domina tutto il territorio circostante. Quindi, come capirai, è diventato facilmente tappa fissa per chi ama i paesaggi o vuole semplicemente scattarsi un selfie ricordo. In particolare sono tre i punti adibiti a ciò: i due torrioni e il Belvedere Bonaventura, costruito in cima ad una vecchia torretta del Castello.

Panorama-Colline-Monferrato-Castello Gonzaga
Panorama dal Torrione del Castello (Credit to Matteo Marongiu)

Un po’ più nascosti da visitare ci sono anche alcuni tratti dei Camminamenti del Castello. Questi corridoi, che servivano a collegare i vari punti dell’edificio, sono stati recuperati da pochi anni e puntano ad essere un ulteriore polo d’attrazione per il turismo. Per visitarli bisogna chiedere informazioni all’ufficio turistico, ma la visita è gratuita e libera.

Se inoltre vuoi unire al fascino dei camminamenti anche alla degustazione del vino ti consigliamo di fare un salto alla Bottega del Vino. Questo locale è ricavato in uno dei camminamenti all’interno di uno dei  torrioni. L’atmosfera è davvero unica con le sue luci soffuse e quel profumo tipico delle cantine monferrine. É un modo diverso per immergersi completamente nello spirito di Moncalvo.

Cosa vedere a Moncalvo-Torrione-Bottega del vino-Castello Gonzaga-belvedere
Il Torrione della Bottega del Vino (Credit to Matteo Marongiu)

Cosa vedere a Moncalvo: il Centro Storico

Oltre al Castello e allo splendido panorama sulle colline del Monferrato Moncalvo è caratterizzato da un bel centro storico. Qui infatti si possono trovare alcuni palazzi che ne raccontano la lunga storia e l’evoluzione dal Medioevo ad oggi.

Piazza Carlo Alberto e Piazza Garibaldi

Il palazzo più particolare e insolito da vedere in un borgo del Monferrato è sicuramente la Sinagoga. Questo edificio, che si affaccia su Piazza Carlo Alberto, non è molto appariscente e si riconosce soltanto per una scritta in alfabeto ebraico. Tuttavia è un edificio importante perché è l’unica sinagoga al mondo eretta sulla piazza principale della città che la ospita. Inoltre è testimonianza preziosa della numerosa comunità ebraica che fino alla Seconda Guerra Mondiale abitò a Moncalvo.

A pochi passi dalla Sinagoga, tra Piazza Carlo Alberto e Piazza Garibaldi si trova il Teatro Comunale. Questo, con la sua architettura molto caratteristica, è stato ricavato nell’800 da quello che rimaneva del Palazzo del Corpo di Guardia del Castello . Pur essendo piccolo ospita spesso rassegne teatrali di alto livello e contribuisce a mantenere viva la tradizione delle opere recitate in piemontese.

Cosa vedere a Moncalvo-Piazza Garibaldi-Teatro Civico-Bandiera
Piazza Garibaldi e il Teatro Civico Credit to Matteo Marongiu)

Da Piazza Garibaldi che è il vero salotto buono di Moncalvo, ti consigliamo di addentrarti poi nelle tortuose vie del centro storico medievale. Qui infatti puoi ritrovare ancora i segni dell’autentico spirito del borgo monferrino tra piccole botteghe e edifici costruiti con i mattoni a vista.

Via XX Settembre alias “la Fracia”

Tra le vie del centro storico da vedere a Moncalvo la più importante è via XX settembre. La sua fama deriva dal fatto che sin dal medioevo è considerata dai Moncalvesi la strada commerciale per antonomasia. Per tutta la sua lunghezza, via XX settembre, che prende anche il nome di “ Fracia”, si incrocia con dei piccoli vicoli che regalano molti scorci suggestivi.

Il primo che si incontra in discesa è il vicolo XXVII gennaio 1945, data che ricorda la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. La dedica non è casuale perché proprio lì c’era l’antico ghetto ebraico e oggi si possono vedere 4 pietre d’inciampo in ricordo di alcune vittime dell’olocausto.

Proseguendo ancora si trova il Palazzo Lanfrancone un bell’esempio di edificio in stile gotico risalente al XIII secolo. La sua particolarità è che a caratterizzarlo non ci sono solamente le decorazioni medievali, ma anche le antiche insegne della pellicceria storica del borgo.

Cosa vedere a Moncalvo-Fracia-via XX settembre-Palazzo Lanfrancone-medioevo
Palazzo Lanfrancone (credit to Matteo Marongiu)

Infine si arriva forse al punto più suggestivo della via dove troviamo Casa Montanari e la Chiesa di Sant’Antonio Abate. Questi due edifici sono così interconnessi tra loro che la terrazza del palazzo poggia sulla sagrestia della chiesa. Il resto delle due strutture sono divise da un arco in mattoni sotto cui inizia uno dei tanti vicoli del quartiere.

Vicolo-fracia-via xx settembre-Chiesa di Sant'Antonio Abate-Casa Montanari- via capello
Arco tra la Chiesa di Sant’Antonio Abate e Casa Montanari (Credit to Matteo Marongiu)

Ti consigliamo poi, prima di proseguire la discesa, di entrare all’interno della chiesa. Qui infatti sono custodite alcune delle opere di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo e della figlia Orsola. Magari il suo nome non ti è mai giunto alle orecchie, ma devi sapere che il suo talento fu così grande e riconosciuto che gli affibbiarono il soprannome di “Raffaello del Monferrato”. Quindi pensiamo che sia un valore aggiunto per convincerti a visitare Moncalvo.

Cosa vedere a Moncalvo-Chiesa di Sant'Antonio Abate-Fracia-via XX settembre-
Facciata della chiesa di Sant’Antonio Abate (Credit to Matteo Marongiu)

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie e Palazzo Testa fochi

Un altro angolo del centro storico molto bello da vedere a Moncalvo è sicuramente quello dove si trovano Palazzo Testafochi e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. I due edifici settecenteschi in mattoni a vista infatti sono tra i più interessanti del borgo sia a livello storico che architettonico. Entrambi furono progettati dall’architetto Magnocavallo, un illustre letterato di Casale Monferrato che aveva la sua residenza estiva proprio a Moncalvo.

Il Palazzo Testafochi  prende il nome dalla famiglia che acquistò il palazzo dopo la morte di Magnocavallo. Quest’ultimo per la sua realizzazione si ispirò direttamente all’arte classica. Infatti nonostante siano presenti molti elementi barocchi quello che colpisce sono il portici interni dove si vedono alcuni capitelli di ispirazione antica. In realtà abbiamo scoperto che alcuni non sono copie, ma bensì degli originali antichi che erano stati ritrovati in frazione Gessi pochi anni prima. Questi ultimi si posso vedere particolarmente bene nella cappella presente nel cortile che incorniciano una statua della Madonna. Il palazzo, essendo sede di alcune associazioni di volontariato moncalvesi non è sempre visitabile, ma se siete particolarmente interessati potreste chiedere a loro per la visita.

Cosa vedere a Moncalvo-Chiesa di Santa Maria delle Grazie-Palazzo Testafochi-Santuario diocesano di Santa Maria Teresa di Calcutta
Chiesa di Santa Maria delle Grazie e Palazzo Testafochi (Credit to Matteo Marongiu)

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie invece è più nota per essere diventata da qualche anno il Santuario Diocesano di Santa Maria Teresa di Calcutta. Come per il Palazzo Testafochi anche qui il Magnocavallo decise di ispirarsi alle architetture classiche con colonne di mattoni, trabeazioni e timpani. Il suo interno invece è caratterizzato dai colori pastello delle pareti  che vengono scandite da alte paraste sormontate da capitelli corinzi. La chicca della chiesa però si trova nel coro: una icona quattrocentesca raffigurante la Vergine con il Bambino. Questa, dipinta a tempera su creta, originariamente si trovava nella prima chiesa parrocchiale di Moncalvo, Santa Maria della Piazza, attigua all’antico castello.

Cosa vedere a Moncalvo: La Chiesa di San Francesco

Uno dei luoghi più interessanti da vedere a Moncalvo è assolutamente la Chiesa di San Francesco d’Assisi. Posta su un piccolo colle che si erge di fronte al centro storico, sorse nel XII secolo sulle rovine di un antico castello per volere dei Marchesi del Monferrato. Nacque come convento francescano, poi venne riedificata dopo un crollo nel ‘600, mantenendo l’abside ed il campanile con la sua caratteristica cuspide. Nel ‘700 infine per le dimensioni divenne sede parrocchiale al posto della più piccola Chiesa di Sant’Antonio Abate.

Cosa vedere a Moncalvo- Chiesa di San Francesco d'Assisi-Museo Sacrestia Aperta-
Chiesa di San Francesco d’Assisi (Credit to Matteo Marongiu)

La chiesa è importante non solamente perché è la chiesa parrocchiale, ma soprattutto a livello artistico. Infatti oltre ad essere sede di un piccolo museo ricco di oggetti molto interessanti custodisce le più interessanti opere di Guglielmo Caccia e della figlia Orsola. Qui spiccano in particolare il “San Luca nello Studio”,  esposto nel 2014 al National Museum of Woman in The Arts di Washington, e il “Gesù nel deserto servito dagli angeli”. Entrambe le opere sono  ospitate nella suggestiva sacrestia trecentesca assieme alla Pala d’Altare raffigurante la “Madonna in trono col Bambino e i Santi Martino e Rocco” attribuita a Bartolomeo Bonone.

Museo sacrestia aperta- Chiesa di San Francesco d'assisi-arte-pala d'altare
Sagrestia della Chiesa di San Francesco d’Assisi

La chiesa non è visitabile liberamente, ma bisogna prenotare una visita (gratuita) all’Associazione Guglielmo Caccia Onlus.

Cosa vedere a Moncalvo: il Museo Civico

L’arte a Moncalvo non è soltanto racchiusa nelle belle chiese del centro storico, ma anche in un altro luogo molto interessante: il Museo Civico. Questo piccolo museo, ricavato in un ex convento di suore Orsoline, lo abbiamo scoperto quasi per caso, ma ci ha lasciato veramente stupiti. Non avremmo, infatti, mai pensato di ritrovare, nel bel mezzo del Monferrato, opere di grandi artisti del novecento come Chagall, De Chirico e Guttuso. Questa splendida collezione è frutto della grande passione per l’arte dell’ambasciatore e grande collezionista  moncalvese Franco Montanari.

Cosa vedere a Moncalvo-Museo Civico-Collezione Montanari
Museo Civico (Credit to Matteo Marongiu)

Oltre a quadri di importanti pittori del novecento Montanari durante le sue missioni diplomatiche raccolse anche molti oggetti dei paesi che visitava. Molti sono di arte africana e di arte giapponese tra cui spiccano stampe, dipinti seicenteschi e Kakemono. Nelle sale è possibile ammirare anche altri tre capolavori di Orsola Caccia. Queste sono delle meravigliose nature morte che in realtà sono narrazioni teologiche, delle vere e proprie preghiere.

Durante l’anno inoltre devi sapere che il museo ospita alcune mostre temporanee di vario genere che attirano molte persone con differenti gusti.

La tradizione del tamburello e Le fiere storiche

Durante le nostre visite a Moncalvo ci siamo accorti quanto il borgo e le sue associazioni siano orgogliosi delle proprie tradizioni e con che spirito le portino avanti. La prima di cui ti vogliamo parlare è quella del gioco del tamburello a muro, una versione del tamburello che si pratica soprattutto nel Monferrato. Questa variante si gioca su campi ricavati sulle piazze o a ridosso di antiche fortificazioni. A Moncalvo infatti il campo è ricavato tra le mura del Castello Medievale in uno scenario molto suggestivo. Non è difficile quindi, durante una visita ai torrioni, imbattersi in una partita ufficiale o anche in una partita tra amici ai piedi delle mura.

Campo da Tamburello-Mura-Torrioni
Campo da Tamburello (Credit to Matteo Marongiu)

Le fiere storiche

Moncalvo tuttavia è famosa in Italia e nel Mondo per le sue fiere storiche legate ai prodotti tipici del suo territorio. In particolare sono tre le manifestazioni più importanti:

  • La Fiera del Bue Grasso è la più antica e più sentita dai Moncalvesi in quanto è quasi quattrocento anni che si tiene sempre a dicembre. La fiera ha luogo sotto i portici dell’Antico Castello dove gli allevatori espongono i migliori esemplari di manzi, buoi grassi e vitelloni tutti di razza piemontese. I bovini vengono giudicati da una giuria di esperti allevatori e veterinari e il migliore ha il diritto a sfilare con una gualdrappa in groppa. Legata alla fiera c’è una manifestazione gastronomica di rilievo dove in cui si serve il famoso Bollito Misto alla Piemontese;
  • Per longevità la seconda manifestazione più importante è La Fiera del Tartufo che si tiene sempre a Ottobre da oltre sessant’anni. Come per la Fiera del Bue Grasso anche questa vuole esaltare uno dei prodotti più famosi di questo territorio il Tartufo Bianco. In Piazza Carlo Alberto viene allestito un mercatino dei tartufi con i migliori espositori del territorio, stand di altri prodotti tipici e dell’artigianato locale. In più si può approfittare degli ottimi menù tipici proposti dalla Pro Loco e dai ristoranti locali;
  • La più giovane, ma non meno interessante, delle manifestazioni di Moncalvo è la Festa delle cucine monferrine. In questa occasione, che si ripete dagli anni ottanta a giugno, Moncalvo e i paesi intorno si riuniscono in piazza Carlo Alberto. Qui propongono i più antichi piatti della tradizione monferrina accompagnati dai più pregiati vini della zona.

Ora che conosci cosa fare e soprattutto cosa vedere a Moncalvo non ti resta che andarci di persona e scoprire con i tuoi occhi le bellezze della più piccola città d’Italia.

Summary
Cosa vedere a Moncalvo, la città più piccola d'Italia
Article Name
Cosa vedere a Moncalvo, la città più piccola d'Italia
Description
Sei nel Monferrato e vorresti scoprirne gli angoli più caratteristici? Allora leggi e scopri cosa vedere a Moncalvo, la “città più piccola d’Italia”.
Author
Publisher Name
La Scimmia Viaggiatrice
Publisher Logo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *