Visita all’Abbazia di Vezzolano

Breve guida per godersi al meglio la visita al Capolavoro Romanico del Monferrato

Stai cercando un luogo tranquillo e affascinante dove fare una gita tra natura e cultura? Allora leggi e scopri l’Abbazia di Vezzolano, non vedrai l’ora di andarci!

L’Abbazia di Vezzolano si trova ai piedi della collina di Albugnano, in una zona tranquilla circondata da boschi e campi coltivati. Pur essendo in provincia di Asti è molto vicina anche a Torino ed è facilmente raggiungibile in auto. Per i più sportivi c’è anche un interessante percorso a piedi e in bicicletta dal capoluogo piemontese, detto Cammino di Don Bosco Alto. Questo parte da Porta Palazzo, per passare dalla Basilica di Superga e scendere fino all’Abbazia immergendosi nella bellezza del Monferrato. Per percorrerlo ci vogliono indicativamente due giorni di cammino; quindi dovresti cercare un posto dove dormire sia che tu preferisca la tenda o un più comodo albergo.

Ritornando all’Abbazia ti dobbiamo far presente che il suo nome ufficiale è Canonica di Santa Maria di Vezzolano. Sembra una piccola cosa, ma in realtà è molto importante per capirne la storia. Infatti il complesso religioso fu sede di una comunità di Canonici Agostiniani e quindi formalmente non fu mai un’abbazia nel vero senso della parola. Tuttavia è sempre stata riconosciuta con questo appellativo e quindi anche le istituzioni che la gestiscono hanno deciso di mantenere questa usanza.

Quale che sia il nome che vuoi usare per chiamarla una cosa è certa: l’Abbazia di Vezzolano è uno dei più importanti edifici medievali del Piemonte, sia per la sua storia sia per la sua bellezza. Quindi continua a leggere e scopri tutto quello che devi sapere prima della tua visita all’Abbazia di Vezzolano.

La storia dell’Abbazia: dall’origine leggendaria alla nuova vita odierna

Sulla fondazione dell’Abbazia di Vezzolano non si hanno moltissime notizie. Su questa incertezza ovviamente si sono costruite varie leggende che la fissano in pieno Alto Medioevo. La più famosa racconta che sia stato addirittura Carlo Magno nel 773. La versione più famosa infatti dice che l’allora re dei Franchi stava cacciando nei boschi di Vezzolano quando improvvisamente comparvero tre scheletri usciti da una tomba. Molto spaventato dalla visione fu aiutato da un eremita che abitava lì che lo invitò a pregare la Vergine Maria. Una volta ripresosi dallo spavento decise che avrebbe fondato una chiesa proprio nel luogo dell’apparizione. Un’altra leggenda invece farebbe risalire la fondazione della chiesa addirittura ai Longobardi e che in seguito sarebbe stata distrutta dai Saraceni.

In tutto questo proliferare di leggende la prima notizia certa sulla Chiesa di Vezzolano è del 1095. In questo anno due ecclesiastici, Theodolus ed Egidius, ricevettero in dono da alcuni nobili locali una chiesa con altri beni connessi. Di quella chiesa non si hanno più tracce, ma comunque si sa che i due ecclesiastici fondarono lì una comunità ecclesiastica. La costruzione della chiesa come la si vede adesso inizia invece nel XII secolo soprattutto grazie all’impegno di Vidone, un ecclesiastico che viene ricordato all’interno della chiesa. La chiesa venne quindi terminata nel XIII secolo, mentre il resto del complesso venne costruito nei secoli successivi.

Infine ti dobbiamo dire che l’abbazia venne abitata da religiosi fino agli inizi del XIX secolo quando, durante la dominazione napoleonica, l’istituzione ecclesiastica venne soppressa. In seguito passò prima ai privati e poi all’inizio del ‘900 fu donato allo stato. Dal 2015 il complesso è stato affidato al Polo Museale del Piemonte che ne cura la fruibilità (con il contributo dell’Associazione Turismo in collina) e il mantenimento.

Visita all’Abbazia di Vezzolano: esterno

Una cosa che ci ha un po’ stupito dell’Abbazia di Vezzolano è che la prima cosa che si vede arrivando è il retro della chiesa. Infatti scendendo da Albugnano si scorge tra gli alberi il campanile romanico e l’abside della navata centrale.

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Retro dell’Abbazia di Vezzolano (Credit to Matteo Marongiu)

Costeggiando poi il muro di cinta si arriva all’ingresso dove c’è un’altra cosa particolare: due alte palme! Non sappiamo chi le abbia piantate e quando, ma la sensazione che abbiamo avuto nel vederle è stato un po’ straniante.

L’occhio poi però passa per tutti velocemente a scrutare la facciata. Lo stile è romanico con influenze architettoniche lombarde e pisane; ci sono le tipiche bande alternate, bianche e rosse, di arenaria e mattone e tre ordini di gallerie cieche interrotte da una bifora. Proprio qui si può iniziare a vedere le tante figure scolpite che animano la facciata. Al posto delle colonnine infatti ci sono il Cristo con ai lati gli arcangeli Michele e Raffaele armati di lancia e spada. Salendo ancora con lo sguardo poi si vedono altre figure interessanti. In primis ci sono due angeli con un cero in mano intervallati da tre bacili di origine islamica. Poi ancora più in alto due serafini (angeli con sei ali) che sono posti su una ruota ciascuno. Per finire con un mezzo busto che dovrebbe rappresentare Dio.

Ancora più affascinante è il portale. Qui infatti si possono scorgere tra le decorazioni dei pilastri, delle colonne e degli stipiti animali fantastici, motivi floreali e geometrici. Il tutto nasce per impreziosire la scena scolpita nella lunetta: una Vergine in trono affiancata da due angeli mentre lo Spirito Santo in forma di colomba le sussurra ad un orecchio.

Visita all’Abbazia di Vezzolano: interno della Chiesa

Se già l’esterno lascia soddisfatti di aver scelto di venire a visitare l’Abbazia di Vezzolano, l’interno ti fa venire voglia di tornarci. Infatti appena varcato il portale, non appena l’occhio si è abituato alla luce soffusa, si viene rapiti da un pontile finemente decorato.

Questo elemento architettonico è raro da trovare nelle chiese italiane, in quanto tipico dell’area francese. Quello di Vezzolano infatti è frutto del lavoro di maestranze borgognone, forse su commissione dell’Imperatore Federico Barbarossa. La struttura in arenaria è sorretta da cinque arcate a sesto acuto in cui si apre un varco per proseguire nella visita alla chiesa.

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Pontile (Credit to Roberto Michieletto)

Prima di accedere alla navata centrale, però è doveroso fermarsi a vedere i due livelli di decorazione del pontile. In quello più alto, dedicato alla Madonna,  sono rappresentati i tre episodi che in successione portarono all’assunzione in cielo di Maria. In quello più basso invece ci sono le raffigurazioni  dei 40 patriarchi che vanno da Mosé a San Giuseppe. Oltre al fatto che siano presenti molte tracce dei colori originari che ricoprivano le figure, la cosa particolare è che 5 dei patriarchi siano invece dipinti sulle colonne a fianco. Questo è dovuto al fatto che probabilmente la struttura fosse più lunga perché progettata per un’altra collocazione e poi in seguito riadattata.

Nella navata centrale si cammina tra due file di banchi fino a giungere di fronte all’altare. Qui è esposto un pregiato trittico in terracotta del ‘400, reso ancora più affascinante dall’atmosfera quasi ipnotica delle fasce sovrapposte del catino absidale. Un po’ nascosti inoltre sui lati della finestra absidale ci sono due splendidi bassorilievi del XII secolo, raffiguranti l’Arcangelo Gabriele e la Madonna.

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Navata centrale e abside (Credit to Matteo Marongiu)

Visita  All’Abbazia di Vezzolano: il chiostro e gli ambienti annessi

Una visita all’Abbazia di Vezzolano continua necessariamente con l’ingresso nel piccolo chiostro. Non ci vuole molta esperienza per capire che la struttura non è stata costruita tutta nello stesso periodo.

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Cortile del chiostro (Credit to Matteo Marongiu)

Infatti anche la persona più distratta si accorge che i quattro lati del chiostro hanno forme e caratteristiche molto differenti. Dalle più antiche arcatelle a sesto acuto sostenute da colonnine, si passa in pochi metri alla serie di bifore gotiche ricavate dalla ristrutturazione della terza navata della chiesa. Infine i due lati rimanenti sono caratterizzati da una serie di archi a sesto ribassato tipici dell’architettura quattrocentesca.

Visita all'Abbazia di Vezzolano-Portico-affreschi-campate
Portico del Chiostro (Credit to Matteo Marongiu)

Il chiostro oltre che un luogo di pace e riflessione aveva anche la funzione pratica di collegare i vari ambienti dell’abbazia. I principali sono:

  • La Sala Capitolare in cui si riunivano i canonici più volte al giorno. Oggi al suo interno è ospitata una mostra fotografica dedicata all’uso simbolico delle proporzioni matematiche e geometriche nelle costruzioni religiose medievali;
  • La Foresteria in cui venivano ospitate le persone che erano di passaggio a Vezzolano. Spesso erano pellegrini che percorrevano una delle varianti della Via Francigena che passava proprio di lì. Ora ospita una bella mostra fotografica che è volta a far conoscere le numerose (e belle) chiese romaniche sparse nella provincia di Asti;
  • Il Refettorio, la Sala dell’Abate e la cucina sono invece le meno interessanti a livello storico-artistico. Le cose più particolari che vi si possono trovare sono i vari ex-voto di alcuni abitanti della zona. Non sono di grandissima fattura, ma raccontano nel profondo lo spirito di questa zona del Monferrato.

Gli affreschi del Chiostro

Il chiostro dell’Abbazia di Vezzolano non è famoso soltanto per le pregevoli architetture ma soprattutto perché ospitano uno dei più interessanti cicli pittorici medievali piemontesi. Gli affreschi sono tutti nelle campate ricavate dalla ristrutturazione della terza navata della chiesa e sono stati dipinti da più mani tra il 1240 e il 1354. Tutti sono molto interessanti e significativi, ma non vogliamo tediarti con la descrizione di ognuno di essi.

Tuttavia almeno vogliamo indicarti quello che ci è piaciuto di più. Si trova nella seconda campata ed è diviso in due registri. In quello superiore è dipinta un’Adorazione dei Magi opera del Maestro di Montiglio, mentre in quella inferiore c’è una raffigurazione che ha portato in passato a molte discussioni sul suo significato. Qui infatti è rappresentato il Contrasto dei tre vivi e dei tre morti dove si vede un monaco indicare a tre atterriti cavalieri tre scheletri e una chiesa.

Visita all'Abbazia di Vezzolano-Affresco-Adorazione dei Magi-Maestro di Montiglio-Contrasto dei tre vivi e dei tre morti-Affresco medievale-chiostro
Affresco della seconda campata (Credit to Matteo Marongiu)

In questa scena molti avevano rivisto la leggenda di Carlo Magno che ti abbiamo raccontato all’inizio. Molti esperti invece fanno rientrare tale rappresentazione nel clima cavalleresco medievale che faceva convergere nell’ars venandi (arte della caccia) le qualità del signore. Gli scheletri quindi fungevano per così dire come un monito religioso simbolico che si contrappone all’idea cavalleresca del vivere dei gentiluomini medievali.

Il Frutteto dell’Abbazia

Un’altra particolarità dell’Abbazia di Vezzolano è la presenza di un frutteto. Questo nacque nel 1996 per volontà della Soprintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali del Piemonte per ricreare un frutteto tradizionale. Quindi  la sua realizzazione e il suo mantenimento fu affidato a dei volontari che si costituirono nell’associazione “Frutteto della Canonica di Vezzolano”. I volontari decisero di crearlo ispirandosi ai disegni che raffiguravano l’antico frutteto della canonica e di coltivarvi antiche varietà di mele. Ogni anno l’associazione organizza corsi che insegnano le tecniche di coltivazione e manutenzione dei frutteti. Inoltre se capitate nell’Abbazia dopo il periodo di raccolta potrete ricevere in omaggio un sacchetto di mele.

Visita all’Abbazia di Vezzolano: info e orari

L’Abbazia di Vezzolano è visitabile il sabato e la domenica gratuitamente. Da Marzo a Novembre l’apertura è dalle 10 alle 18 con ultima entrata alle 17,30. In inverno invece l’orario di apertura è dalle 10 alle 17 con ultima entrata alle 16,30. Nonostante sia gratuito, per i gruppi di 10 o più persone bisogna prenotare scrivendo una email a infopoint@turismoincollina.it entro le 18 del giovedì precedente la visita.

Ora che hai tutte le informazioni non ti resta che decidere quando a visitare l’Abbazia di Vezzolano.

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La Scimmia Viaggiatrice
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