Cosa vedere a Saluzzo-Panorama-Monviso

Breve itinerario alla scoperta della bella cittadina piemontese

Stai cercando una meta dove fare una gita domenicale? Leggi l’articolo e scopri cosa vedere a Saluzzo. Siamo sicuri che ti verrà voglia di visitarla!

Saluzzo è una cittadina in provincia di Cuneo ai piedi del Monviso di circa 17.000 abitanti. Pur non essendo molto grande è una meta, ancora poco conosciuta, che conserva benissimo il suo passato medievale e rinascimentale. Quando l’abbiamo visitata per la prima volta, infatti, ci siamo accorti immediatamente di quanto ogni via del centro storico avesse da raccontare.

Non è difficile, quindi, comprendere perché il quotidiano USA Today nel 2017 l’abbia inserita tra le mete italiane da vedere prima che diventi troppo turistica. 

La storia della città

Un po’ sulla storia di Saluzzo lo si può comprendere già dall’origine del nome. Infatti sembrerebbe che derivi dall’antica popolazione celto-ligure dei Capillati che dai romani venivano chiamati Salii. Invece il suffisso -uzzo deriverebbe dal termine germanico-longobardo hutzen, capanne. Quindi è probabile che nell’alto medioevo e forse già prima nella zona ci fossero degli insediamenti. 

Tuttavia è soltanto dopo l’anno 1000 che si comincia a parlare chiaramente di Saluzzo e più precisamente del castello che venne poi distrutto durante un assedio nel ‘300. Il territorio in quell’epoca era già controllato dalla famiglia Del Vasto, una delle dinastie nate dalla progenie di Aleramo del Monferrato, ma non era ancora capitale di uno stato indipendente.

Questo avvenne nel 1142 con Manfredo I Del Vasto che ottenne in eredità dal padre Bonifacio il possesso dei territori intorno alla città, diventando così il primo Marchese di Saluzzo. Da questa data fino al 1548 il Marchesato fu trasmesso per via dinastica ai discendenti dei Del Vasto. In questo arco temporale fu una delle potenze che si contesero il controllo del Piemonte assieme allo stato sabaudo e al Marchesato del Monferrato.

Nel ‘500 cominciò il declino politico e militare del Marchesato che divenne sempre più uno stato vassallo della corona francese in funzione anti-sabauda. Fu così che nel 1511 venne elevata a sede vescovile da Papa Giulio II, per toglierlo dal controllo della diocesi di Torino.

Infine come si è detto, nel 1548 l’ultimo Marchese, Gabriele del Vasto fu deposto dal Re di Francia e lo stato saluzzese venne inglobato dal Regno di Francia. Nel 1601, dopo la Guerra Franco-Sabauda fu ceduta dai francesi ai Savoia che, salvo brevi periodi, ne mantennero sempre il controllo fino all’Unità d’Italia. 

Dopo questa parentesi storica siamo pronti a iniziare a scoprire cosa vedere a Saluzzo!

Cosa vedere a Saluzzo: Casa Cavassa

Casa Cavassa non è probabilmente il primo luogo che vedrai arrivando a Saluzzo, ma a nostro avviso è il più significativo per capirne la storia. Infatti il palazzo, oggi sede del Museo Civico, si trova lungo una delle vie principali del centro storico ed è uno dei più begli esempi di palazzo medievale e rinascimentale della città.

Fu costruito nel medioevo, ma è con Galeazzo Cavassa e il figlio che venne abbellito di opere d’arte di grande pregio. Padre e figlio furono vicari generali del Marchese di Saluzzo e quindi erano tra le figure più importanti del marchesato. Della famiglia Cavassa si può vedere riprodotto in molti punti del Palazzo il motto DROIT QUOY QUIL SOIT, traducibile in “giustizia a tutti i costi”. Questo sottolinea probabilmente anche il loro ruolo di gestori della giustizia a Saluzzo.

Difatti, di quel periodo, si può vedere a piano terra la Sala della Giustizia. Al suo interno ci sono splendidi affreschi di ispirazione mantovana e ferrarese con rappresentati uomini illustri e le nove muse.

Cosa vedere a Saluzzo-Sala Della Giustizia-Casa cavassa
Sala della Giustizia (Credit to Matteo Marongiu)

Del periodo rinascimentale sono anche le decorazioni à  grisaille del primo piano e la Pala della Misericordia, del pittore fiammingo Hans Clemer, operativo in città a inizio ‘500.

Cosa vedere a Saluzzo-Casa Cavassa-Pala della Misericordia-Hans Clemer
Pala della Misericordia di Hans Clemer (Credit to Matteo Marongiu)

 

Devi sapere, però, quando lo visiti, che gran parte del mobilio e delle opere ora esposte, però, non sono originali della Casa. Ciò è dovuto al fatto che coi secoli, fu spesso ristrutturata in base alle esigenze del momento. Solo nel 1883 quando fu acquistata da Emanuele Tapparelli, fece restaurare gli affreschi e comprò sul mercato antiquario mobili e opere d’arte dell’epoca. Alla sua morte Tapparelli lo donò al Comune di Saluzzo per farne un museo e un luogo per delle feste.

Cosa vedere a Saluzzo: la Chiesa di San Giovanni

A poca distanza da Casa Cavassa proseguendo sulla stessa via si giunge su un piccolo spiazzo dove sorge la Chiesa di San Giovanni. Questa chiesa è uno splendido esempio di architettura gotica e fu fino al 1501 l’edificio religioso più importante della città. Costruita nel 1281 colpisce per la sua semplicità di linee e per un grande affresco di San Cristoforo, che però è un falso storico dipinto nel ‘900.

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Esterno della Chiesa di San Giovanni (Credit to Matteo Marongiu)

L’interno è sicuramente molto più interessante a livello artistico. Si scende uno scenografico scalone in pietra e si giunge al livello delle tre navate con volte a crociera. Tra le opere più interessanti si nota subito sulla sinistra la Cappella di San Crispino e San Crispiano che presenta dei bellissimi affreschi tardo quattrocenteschi riguardanti le storie della Passione di Cristo.

Nell’abside, dietro l’altare sormontato da un tabernacolo monumentale in legno dorato del ‘600, c’è la Cappella Funeraria dei Marchesi di Saluzzo. Fu costruita tra metà ‘400 e inizio ‘500 ed è tutta rivestita di pietra grigia con inserti di pietra verde. A decorare il tutto ci sono sculture di sibille e di profeti mentre nella nicchia di sinistra c’è il monumento funebre del Marchese Ludovico II. Nella nicchia opposta invece sarebbe dovuta essere tumulata la moglie che invece alla morte fu portata in Francia.

Scendendo altre scalette si giunge al piano del chiostro circondato da colonne sui cui capitelli sono scolpiti gli stemmi delle famiglie più importanti del marchesato.

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Chiostro della Chiesa di San Giovanni (Credit to Matteo Marongiu)

Dal chiostro si può entrare nella splendida Cappella Cavassa decorata da affreschi di inizio ‘500. Sulla sinistra, infine, c’è il monumento funebre di Galeazzo Cavassa in marmo bianco.

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La Tomba di Galeazzo Cavassa (Credit to Matteo Marongiu)

La Torre Civica e la Pinacoteca Matteo Olivero

Un altro luogo da vedere a Saluzzo assolutamente è l’Antico Palazzo Comunale, dove si riunivano i governanti della città a partire dal XV secolo. A piano terra si trova un locale dove si possono assaggiare i piatti tipici a prezzi contenuti, ma anche fare il biglietto per le due attrazioni presenti nell’edificio.

Infatti, se sei appassionato di arte, devi sapere che nel Salone al secondo piano è presente la Pinacoteca Matteo Olivero. Qui sono esposte molte delle opere del pittore originario della Val Maira che a cavallo tra ‘800 e ‘900 sviluppò uno stile molto interessante del tutto personale.

Molti quadri si ispirano al movimento divisionista di cui facevano parte i suoi amici Pellizza da Volpedo e Giovanni Segantini e rappresentano i paesaggi montani ai piedi del Monviso. In particolare a colpire sono i quadri con scenari innevati, dove il candore della neve assume mille sfumature donategli dalla luce e dalle ombre. Sono proprio questi che gli fecero avere il soprannome di “pittore delle nevi”.

Cosa vedere a Saluzzo-Pinacoteca Matteo Olivero
Sala della Pinacoteca (Credit to Matteo Marongiu)

Di notevole pregio sono anche i ritratti realisti dove si può comprendere la sua notevole sensibilità nel comprendere gli stati d’animo di chi rappresentava.

Se sei anche appassionato di paesaggi e vedute panoramiche, con lo stesso biglietto puoi salire sulla Torre Civica. Dopo aver salito i 130 gradini che permettono di raggiungere la terrazza ai piedi della cuspide, dove era alloggiata la campana che scandiva la con il suo suono la vita della città.

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Antico Palazzo Comunale e Torre Civica (Credit to Matteo Marongiu)

Da lassù si può ammirare un bellissimo panorama a 360° che spazia dalla pianura, al centro storico di Saluzzo fino alle vicine Alpi dove troneggia il Monviso. 

Cosa vedere a Saluzzo: la Castiglia e i suoi musei

In cima al colle dove sorge il centro storico di Saluzzo si trova la Castiglia, l’imponente residenza dei Marchesi di Saluzzo. Il suo nome deriva dal plurale latino Castella che in epoca medievale era dato ad una serie di fortificazioni militari ravvicinate. Ed è probabilmente questo il primo uso che ebbe la zona prima che fosse scelta dal Marchese Tommaso I nel 1270 per essere la sua dimora fortificata.

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Entrata della Castiglia (Credit to Matteo Marongiu)

Negli anni, soprattutto nel ‘400 con Ludovico II si trasformò sempre di più in una dimora signorile degna delle corti italiane dell’epoca. Di quel periodo purtroppo rimane veramente poco nella torre circolare e in alcuni resti di affreschi conservati a Casa Cavassa.

Nell’800, dopo un periodo di abbandono, fu adibita a prigione cittadina, con l’adattamento degli spazi alle nuove esigenze e la conseguente distruzione delle decorazioni pittoriche. Oggi è sede di due musei che pur essendo molto diversi tra loro, cercano di raccontare al meglio le due “vite” della Castiglia:

  • il Museo della Civiltà Cavalleresca, racconta attraverso allestimenti multimediali gli aspetti salienti dell’identità culturale del Marchesato di Saluzzo. Ognuna delle 11 sale si concentra su un aspetto o un momento importante della storia del Marchesato. Vengono messi in luce alcuni personaggi che con le loro vicende personali influirono sulla vita del Marchesato e le sue relazioni con gli altri stati italiani dell’epoca.
    Museo della civiltà cavalleresca-castiglia-museo multimediale
    Interno del Museo della Civiltà Cavalleresca
  • Molto diverso è il Museo della Memoria Carceraria che con i suoi allestimenti d’impatto emotivo vuole ripercorrere la storia della Castiglia come istituto penitenziario. Camminando tra le celle, grazie agli allestimenti multimediali che narrano le storie di alcuni prigionieri, si riesce a capire l’evoluzione sia del regime carcerario sia delle politiche coercitive. Il tutto è stato perciò studiato per essere compreso ed apprezzato anche da chi non è esperto della materia e vuole farsi un’idea.
    Museo della Memoria Carceraria-Castiglia
    Celle del Museo della Memoria Carceraria

Cosa vedere a Saluzzo: la Cattedrale di Santa Maria Assunta

Fuori dal centro storico medievale vero e proprio c’è uno dei luoghi che vedere a Saluzzo: la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Fu costruita tra il 1491 e 1501 per volere di Ludovico II al posto dell’antica Pieve di Santa Maria per regalare alla città una chiesa degna di un importante stato. Infatti misura 82 metri di lunghezza e 30 di larghezza per un’altezza della navata centrale di ben 21 metri. Queste misure la rendono a pieno diritto una vera chiesa monumentale. La chiesa, ultimata da pochi anni, nel 1511 divenne sede della diocesi di Saluzzo appena istituita da Papa Giulio II.

La sua facciata si presenta con un’ampia gradinata che precede i tre portali. Di questi il centrale è sormontato da una grande ghimberga in terracotta scolpita; i laterali, invece, presentano due lunette al cui interno sono rappresentati San Chiaffredo e San Costanzo i santi protettori della città.

Cosa vedere a Saluzzo-Cattedrale-santa-Maria-Assunta
Esterno della Cattedrale (Credit to Matteo Marongiu)

L’interno è certamente più variegato e ricco di opere d’arte di rilievo aggiunte progressivamente nel corso dei secoli. Lungo le navate laterali, infatti, si possono vedere opere che pur andando dal ‘400 al ‘800 riescono ad amalgamarsi perfettamente tra loro.

Tra queste ci piace citare l‘Adorazione dei Pastori  di Sebastiano Ricci sull’altare della natività e il Polittico cinquecentesco di Hans Clemer nella Cappella del SS. Sacramento.

Cosa vedere a Saluzzo-Cattedrale di Santa Maria Assunta-Polittico di Hans Clemer
Polittico di Hans Clemer (Credit to Matteo Marongiu)

Non da meno sono il pulpito seicentesco decorato con bassorilievi e il crocifisso ligneo datato al ‘400 oltre alla grandiosa macchina dell’altare maggiore.

Tutto questo ne fa uno dei punti fondamentali da visitare a Saluzzo.

Altre cose da fare a Saluzzo

Oltre alla visita alle principali attrazioni che ti abbiamo elencato ti consigliamo anche di passeggiare liberamente tra le sue vie e godersi l’atmosfera. Il centro storico medievale è ricco di scorci, viuzze e scalinate che fanno tornare idealmente ad un passato lontano dove non esisteva traffico e c’era molto meno stress.

Tra i tanti palazzi con fregi e simboli antichi ti imbatterai sicuramente in Casa Pellico, la casa natale del famoso intellettuale risorgimentale. Oggi, il piccolo appartamento è diventato uno spazio culturale molto importante per la città e esteticamente ha recuperato, dopo i restauri, le fattezze medievali.

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Casa Pellico (Credit to Matteo Marongiu)

Interessante è anche la zona che si sviluppa intorno alla Cattedrale dove sono presenti lunghi portici su cui si affacciano molti negozi e attività. Molte di esse offrono i prodotti locali come i formaggi delle vicine valli alpine e i vini delle colline che circondano Saluzzo. Di questi ultimi ci piace consigliarti il Pelaverga D.O.C. un vino rosso molto interessante che è spesso confuso con il Pelaverga di Verduno, suo fratello maggiore. 

Ora che conosci tutto ciò che da fare e da vedere a Saluzzo, non perdere l’occasione di organizzare una visita.

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La Scimmia Viaggiatrice