Breve guida alla scoperta delle bellezze della piccola città d’arte emiliana
L’arte, la storia e la buona cucina sono le cose che ti piacciono di più? Allora scopri con noi cosa vedere a Piacenza e organizza una gita!
Piacenza è molto più di un semplice capoluogo da ricordare durante le interrogazioni di geografia. Questa splendida città emiliana nasconde tesori artistici straordinari che testimoniano la sua importanza storica nel territorio italiano. Inoltre, offre un’esperienza autentica per chi ama l’arte, la storia e naturalmente la buona cucina emiliana.
Il territorio piacentino vanta una storia millenaria che affonda le radici nell’antichità. Inizialmente abitata dai Liguri, poi dagli Etruschi e dai Celti, divenne nel 218 a.C. un importante avamposto romano (assieme a Cremona) contro Annibale. Di conseguenza, la città sviluppò un ruolo strategico lungo la Via Emilia, trasformandosi progressivamente in un cruciale centro commerciale dell’epoca romana. Proprio questa posizione privilegiata ha determinato il suo destino nei secoli successivi.
Piacenza dal Medioevo ad oggi
Il suo ruolo di crocevia commerciale Piacenza non lo perse nemmeno quando cadde
Durante il Medioevo, Piacenza mantenne la sua rilevanza come snodo commerciale fondamentale. I mercanti provenienti dal Mar Ligure attraverso Bobbio facevano tappa in città. Successivamente, divenne una delle tappe principali della celebre Via Francigena, consolidando la sua importanza come città di pellegrinaggio. Nel 1126, dopo essere stata dominio Longobardo e Franco, conquistò lo status di comune libero grazie alla vittoria della Lega Lombarda contro il Barbarossa a Legnano.
Dal Trecento in poi, la città visse un susseguirsi di dominazioni diverse. In particolare, i Visconti, lo Stato Pontificio e infine i Farnese che istituirono il prestigioso Ducato di Piacenza e Parma. Nel 1848, Piacenza ottenne un primato storico straordinario. Infatti, fu la prima città italiana a votare il plebiscito per l’annessione al Regno di Savoia, guadagnandosi l’appellativo di “Primogenita d’Italia”. Ora che conosci la storia, scopriamo insieme cosa vedere a Piacenza durante la tua visita.
Cosa vedere a Piacenza: Palazzo Farnese e i Musei Civici
La prima tappa essenziale per scoprire cosa vedere a Piacenza è sicuramente Palazzo Farnese. Questa dimora sfarzosa rappresentava il potere dei Duchi Farnese dal loro insediamento in città a metà del Cinquecento. Inizialmente concepito come fortezza difensiva contro gli attacchi spagnoli dal vicino Ducato di Milano, il progetto cambiò radicalmente. Infatti, le mutate condizioni politiche convinsero il duca Ottavio Farnese a realizzare un palazzo signorile.
Il duca affidò al celebre architetto Vignola la costruzione di un edificio imponente che rivaleggiasse con le più importanti residenze principesche italiane. All’interno del palazzo, un modellino in legno mostra il progetto originale mai completato. Tuttavia, lo spostamento della capitale del Ducato a Parma interruppe i lavori. Nonostante questo, i Farnese continuarono ad abbellire l’edificio con stucchi, affreschi e decorazioni preziose, trasformandolo in una vera reggia rinascimentale.
Attualmente, il palazzo è diventato il principale polo culturale della città. Nelle sue magnifiche stanze sono ospitati stabilmente i Musei Civici di Piacenza, oltre a eventi e mostre temporanee di notevole livello.
Un biglietto per i musei piacentini
Come primo consiglio pratico, ti suggeriamo di acquistare il biglietto unico al prezzo di 35 euro. Con questo pass potrai visitare tutti i Musei Civici di Palazzo Farnese, la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, la Galleria Alberoni, il Collegio Alberoni, il Museo Civico di Storia Naturale e Kronos – il Museo della Cattedrale. Inoltre, il biglietto ha una validità annuale (o di 72 ore, in base alle proprie esigenze) e può essere acquistato presso la biglietteria di uno qualsiasi dei cinque musei. Decisamente un’opportunità conveniente per gli amanti dell’arte e della cultura.
Il Museo delle Carrozze e il Museo Archeologico
Negli ambienti del piano sotterraneo troverai il Museo delle Carrozze e il Museo Archeologico. Il primo rappresenta uno dei più prestigiosi musei del genere in Italia per varietà e integrità delle carrozze storiche esposte. Tutte le carrozze datano dal Settecento fino all’inizio del Novecento, quando furono sostituite dalle automobili. Inoltre, la collezione include mezzi di trasporto particolari come un carro dei pompieri e numerosi carrozzini per bambini.
Nel Museo Archeologico, invece, potrai ammirare reperti preistorici che dimostrano come la Provincia di Piacenza fosse abitata già dal Paleolitico. Particolarmente notevoli sono gli oggetti del Neolitico, tra cui alcuni corredi funebri, e dell’Età del Bronzo. Tra questi, spiccano i bellissimi pugnali a manico fuso provenienti da Castel San Giovanni. Tra i reperti più recenti, invece, domina il pezzo più importante: il celebre Fegato Etrusco del II secolo a.C. Questo straordinario manufatto ha un’importanza storica eccezionale grazie alle iscrizioni dei nomi di divinità che riflettono l’ordinamento celeste secondo gli Etruschi.
Il Museo del Risorgimento
Salendo al piano ammezzato dell’ala sud di Palazzo Farnese si trova il Museo del Risorgimento, allestito dalla sezione piacentina dell’Istituto Italiano per la Storia del Risorgimento. Gli oggetti esposti riguardano principalmente il periodo tra il 1848 e il 1861, con particolare attenzione alle figure di Mazzini e Garibaldi. Inoltre, sono conservati i documenti originali relativi al plebiscito storico con cui Piacenza si unì al Regno di Sardegna nel 1848. Come già accennato, questo voto le valse il prestigioso appellativo di “Primogenita” da parte del re Carlo Alberto.
La collezione di Armi, la collezione di Sculture e i Fasti di Alessandro Farnese e Papa Pio III
Salendo ancora, si raggiunge il piano rialzato che ospitava le sale di rappresentanza e l’appartamento del Duca. Appena arrivato, noterai immediatamente le ricche decorazioni e gli affreschi rinascimentali che abbelliscono pareti e soffitti. Queste opere erano destinate a stupire gli ospiti illustri del Duca. Attualmente, qui sono esposte due collezioni museali molto interessanti che ripercorrono la storia del territorio piacentino tra Medioevo ed età moderna.
La prima è la Collezione di Armi, che raccoglie principalmente armi del XVI secolo e le splendide armature dell’armaiolo milanese Pompeo della Cesa. Quasi tutte queste armi furono acquistate nell’Ottocento dal conte piacentino Antonio Parma da nobili famiglie di Parma, Mantova e della stessa Piacenza. La seconda è invece la Collezione di Sculture, una raccolta di opere della vivace scuola figurativa piacentina dei secoli XII e XIII.
Le pregevoli sculture romaniche fanno riferimento principalmente alle maestranze di Wiligelmo e Niccolò, due grandi maestri operativi nel Duomo di Piacenza. Tra tutte le opere, quella più affascinante è sicuramente la Lastra del Benvegnù. Questo rilievo, originariamente collocato nel Castello di Montechiaro, rappresenta i castellani che accolgono pellegrini lungo la Via Francigena. Questo esempio testimonia come i piacentini fossero già all’epoca particolarmente ospitali con i viaggiatori.
L’Appartamento del Duca
Nelle sale dell’Appartamento del Duca puoi inoltre ammirare i magnifici Fasti di Alessandro Farnese e Papa Pio III Farnese. Queste grandi tele, commissionate dal Duca Ranuccio II, raffigurano i momenti più importanti legati ai due personaggi maschili più illustri della dinastia Farnese. Alessandro fu il generalissimo dell’esercito spagnolo nella Guerra delle Fiandre e simboleggiava la fedeltà del Duca all’Impero Spagnolo. Pio III fu invece il Papa che concesse il Ducato di Piacenza e Parma al figlio Pierluigi, fondando così la potenza farnesiana.
La Pinacoteca e i Fasti di Elisabetta Farnese
Il secondo piano rappresenta probabilmente il punto più affascinante da vedere a Piacenza. Qui infatti è ospitata la Pinacoteca Civica, una collezione di opere straordinarie che coprono un arco temporale dal XIV al XIX secolo. Tra i bellissimi dipinti, provenienti sia da collezioni private che da chiese piacentine, una saletta è dedicata all’opera più preziosa: il Tondo Botticelli. La mano del grande artista toscano si riconosce immediatamente nelle figure e nell’ambientazione raffinata.
L’eleganza dei tratti del viso della Madonna e lo scambio di sguardi con il piccolo Gesù lasciano veramente senza fiato. Nelle sale attigue si possono ammirare anche le tele dei Fasti di Elisabetta Farnese, dipinti da Ilario Spolverini. Tutte queste tele celebrano il matrimonio dell’ultima dei Farnese con il Re di Spagna Filippo V, grazie al quale divenne Regina di Spagna.
Cosa vedere a Piacenza: Piazza Cavalli
Un punto fermo tra le cose da vedere a Piacenza è sicuramente Piazza Cavalli, da sempre il cuore pulsante della città. Probabilmente qui si trovava già in antichità il Foro Romano da cui si diramavano perpendicolarmente le vie principali. Il suo nome particolare deriva dalle due statue equestri rappresentanti Alessandro Farnese e suo figlio Ranuccio, magnifiche opere rinascimentali.
Sulla piazza si affaccia quello che è considerato da tutti il simbolo di Piacenza: il Palazzo Gotico. Eretto a fine Duecento, si riconosce immediatamente dal bellissimo porticato in pietra e marmo rosso con archi acuti che contrasta con il rosso intenso del cotto del piano superiore. Qui puoi ammirare grandi finestroni con archi a tutto sesto e fini decorazioni geometriche in cotto che incorniciano trifore e quadrifore. Inoltre, sono notevoli il bel rosone di marmo, l’elegante cornice ad archi ogivali e le merlature a coda di rondine ghibelline.
Palazzo del Governatore e la Chiesa di San Francesco
Di fronte si erge il Palazzo del Governatore, un sobrio palazzo neoclassico dove abitarono i governatori del Ducato da fine Settecento fino all’annessione al Regno di Sardegna. Sulla facciata si notano un orologio, ai cui lati sono posti una bella meridiana solare e un calendario perpetuo.
All’angolo con via XX Settembre, c’è infine la Chiesa di San Francesco, un luogo molto caro ai piacentini. Qui infatti, il 10 maggio 1848, il popolo piacentino dichiarò con un plebiscito la volontà di annessione al futuro Regno d’Italia. La chiesa, dal punto di vista architettonico, rappresenta un interessante esempio di gotico lombardo. La facciata in cotto presenta i tipici elementi di questo stile, tra cui il portale in pietra, un grande rosone e tre bei pinnacoli. All’interno potrai inoltre ammirare opere di illustri pittori quali il Malosso, Carlo Francesco Nuvolone e Camillo Procaccini.
Cosa vedere a Piacenza: la Cattedrale di Santa Maria Assunta e Giustina
Se visiti Piacenza, una meta assolutamente imperdibile è la Cattedrale di Santa Maria Assunta e Giustina, uno dei più importanti esempi di architettura romanica italiana. La sua facciata colpisce immediatamente per l’intenso colore rosa del marmo alternato al bianco dell’arenaria. Subito dopo si notano i tre portali finemente decorati da capitelli, architravi, formelle e cariatidi, sormontati da protiri. Al di sopra di essi si apre una galleria con sottili colonnine e un grande rosone centrale. Guardando la facciata, non puoi che alzare gli occhi verso l’alto campanile quadrangolare su cui si vede una statua di angelo che si muove con il vento.
L’interno a croce latina è diviso in tre navate le cui volte sono sostenute da massicci pilastri. Su alcuni di essi si possono vedere delle formelle con il simbolo delle corporazioni di mestiere che ricordano il loro contributo alla costruzione dei pilastri. La Cattedrale inoltre è decorata da splendidi affreschi, realizzati tra il XIV e XVI secolo, da Camillo Procaccini e da Ludovico Carracci.
La Cupola del Guercino
I più preziosi sono però gli affreschi della cupola, opera del Morazzone che li iniziò, ma soprattutto del Guercino che li completò magistralmente. Negli otto spicchi puoi ammirare le bellissime figure di profeti che si alternano a scene dell’infanzia di Gesù e a figure di sibille. La vista di questa straordinaria opera è già splendida dal basso.
Se vuoi vivere un’esperienza ancora più emozionante, è possibile raggiungere con una visita guidata il sottotetto della navata centrale e accedere al loggiato del tamburo della cupola. Da lì la visione della cupola del Guercino diventa ancora più straordinaria. Se hai tempo, ti consiglio vivamente di scendere anche nella cripta. In questo ambiente suggestivo e raccolto, dove sono conservate le reliquie di Santa Giustina, si trovano ben 108 colonnine romaniche tutte con capitelli decorati con motivi e figure diverse.
Cosa vedere a Piacenza: La Basilica di Sant’Antonino
Un altro luogo fondamentale da vedere a Piacenza è la Basilica di Sant’Antonino, dedicata al patrono della città. Questa chiesa è molto antica, poiché venne edificata per la prima volta già nel 375 e fu probabilmente la prima cattedrale cittadina. La sua forma attuale è frutto principalmente della ricostruzione avvenuta nell’XI secolo e di successivi interventi.
Si notano in particolare lo strano campanile ottagonale che si sviluppa all’incrocio dei due bracci e la pianta a croce latina rovesciata. Al suo interno sono custodite le spoglie del santo e si possono ammirare nel presbiterio gli affreschi di Camillo Gavasetti. La basilica è inoltre un luogo simbolo della storia cittadina anche per un episodio storico fondamentale. Qui infatti i delegati della Lega Lombarda e l’imperatore Federico Barbarossa si riunirono per firmare i preliminari della pace di Costanza.
Cosa vedere a Piacenza: la Galleria Ricci Oddi
A sud della Basilica di Sant’Antonino, c’è un altro luogo imperdibile per chi ama le arti figurative: la Galleria Ricci Oddi. Questo splendido edificio, inaugurato nel 1931 da Giuseppe Ricci Oddi sui resti di un convento, ospita una straordinaria collezione di opere dell’Ottocento e Novecento. Queste opere sono state raccolte dall’illustre collezionista piacentino nei primi decenni del XX secolo e donate alla città.
L’architettura delle sale permette di ammirare le opere con l’ausilio della luce zenitale naturale che evita i fastidiosi riflessi. Nelle circa venti sale della Galleria si possono osservare oltre quattrocento quadri di molti dei migliori artisti italiani ed europei otto-novecenteschi. Tra i più interessanti ci sono le opere di Hayez, Pellizza da Volpedo, Fattori, Boccioni, Klimt, ma anche artisti locali come Stefano Bruzzi e Francesco Ghittoni. Inoltre, alcune sale sono interamente dedicate a Fontanesi e Mancini, due dei pittori preferiti di Giuseppe Ricci Oddi.
Cosa vedere a Piacenza: la Basilica di Santa Maria di Campagna e Le chiese di San Sisto e San Savino
La Basilica di Santa Maria di Campagna
Come abbiamo già visto, quasi ogni chiesa a Piacenza è stata scenario di episodi storici importanti e ospita opere d’arte straordinarie. Anche la Basilica di Santa Maria di Campagna non fa eccezione. Infatti, nella zona in cui sorge, secondo la tradizione, c’era un pozzo dove furono gettati molti martiri cristiani durante le persecuzioni di Diocleziano e Massimiano. Inoltre, nella piazza antistante, Papa Urbano II diede l’ordine per la prima Crociata in Terra Santa nel 1095.
La basilica fu costruita a partire dal 1522 con una pianta centrale e una struttura esterna molto semplice ed armoniosa. All’interno invece custodisce uno dei cicli pittorici più importanti del Nord Italia: la cupola del Pordenone. Alzando gli occhi, rimarrai incantato dalla figura di Dio Padre che scende dal cielo con intorno i profeti, le sibille e altre figure dell’Antico Testamento. Oltre alla cupola, ti consiglio di visitare la Cappella di Santa Caterina, affrescata sempre dal Pordenone con alcuni episodi della vita della santa. Secondo la leggenda, il volto di San Paolo sarebbe l’autoritratto del Pordenone e il volto della Vergine quello di sua moglie.
La Chiesa di San Sisto
Un’altra chiesa importante nel panorama piacentino è la chiesa di San Sisto, fondata nell’874 dalla regina Angilberga. L’aspetto attuale è dovuto alla ricostruzione del Cinquecento, per cui Raffaello dipinse la celebre “Madonna Sistina”. L’opera, venduta nel Settecento al re di Polonia, ora è esposta a Dresda ed è oggi sostituita nella chiesa da una copia.
La chiesa si trova in un angolo tranquillo della città dove capita di vedere rondini che svolazzano nel cielo. L’ingresso è preceduto da un bellissimo chiostro con 21 arcate che incornicia la facciata a tre ordini con la statua di San Sisto. L’interno a croce latina è un vero inno all’arte rinascimentale. Le tre navate sono riccamente decorate ad affresco con un alto fregio grigio su sfondo blu. Le cappelle laterali invece ospitano pregevoli opere di artisti come Antonio Campi, Camillo Procaccini e Giuseppe Nuvolone. Inoltre, le due absidi al termine del transetto principale ospitano il bel monumento funebre della duchessa Margherita d’Austria e la cappella monumentale di Santa Barbara.
La Chiesa di San Savino
La chiesa di San Savino non ha grandi episodi storici da raccontare nonostante la sua lunga storia. Tuttavia, non bisogna farsi trarre in inganno dalla sua facciata austera che si mimetizza con i palazzi intorno. La sua origine è medievale e si capisce soprattutto passeggiando al suo interno. In particolare, scendendo nella cripta potrai ammirare dei mosaici del 1100 che raffigurano i mesi e i segni zodiacali su uno sfondo che riproduce onde marine.
Nel presbiterio c’è inoltre un altro bel mosaico con scene di combattimento, di una partita a scacchi e una raffigurazione di Cristo.
Cosa Mangiare a Piacenza
Viste le lunghe pause pranzo che si prendono quasi tutti i luoghi che abbiamo descritto, avrai sicuramente tempo per assaporare le numerosissime prelibatezze gastronomiche piacentine. Partendo dagli antipasti, un tagliere con i tipici salame piacentino, coppa e pancetta accompagnati dal Provolone Valpadana e Grana Padano sarà sicuramente di tuo gradimento. Questi prodotti DOP rappresentano l’eccellenza della tradizione culinaria emiliana.
Tra i primi piatti, ti consiglio vivamente gli anolini di Piacenza, una pasta ripiena di stracotto che è il vero piatto della tradizione locale. La cucina piacentina fa largo uso di carne equina, soprattutto nei secondi piatti. Tra questi, ti invito ad assaggiare lo stracotto alla piacentina, che spesso si trova anche nella versione di manzo. Ad accompagnare queste prelibatezze, le colline piacentine offrono una scelta ampissima di vini. In particolare, ti segnalo il Gutturnio, un misto di Barbera e Bonarda, che può essere bevuto nella versione ferma o frizzante. Infine, potresti concludere il pasto con il Bargnolino, un digestivo tipico a base di bacche di prugnolo.
Ultimi consigli
Ora che conosci tutto cosa vedere a Piacenza e cosa mangiare, devi soltanto decidere quando organizzare la tua visita. La città è perfetta per un weekend culturale o una gita fuori porta dall’Emilia Romagna o dalla Lombardia. Inoltre, grazie alla sua posizione strategica, Piacenza è facilmente raggiungibile in treno o in auto dall’autostrada A1. Ti consiglio di dedicare almeno due giorni pieni per visitare con calma tutti i musei e le chiese della città.
Se vuoi soggiornare a Piacenza e scoprire le migliori strutture ai migliori prezzi, puoi cercare facilmente hotel e bed & breakfast nel centro storico. In alternativa, Piacenza rappresenta anche un’ottima base per esplorare le splendide colline piacentine e i borghi medievali circostanti come Bobbio, Castell’Arquato e Grazzano Visconti. La provincia di Piacenza offre infatti un territorio ricco di itinerari enogastronomici e percorsi naturalistici perfetti per chi ama le escursioni e il turismo lento.

