Cosa sono e dove vedere gli infernot

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Piccolo vademecum per riconoscere e visitare i famosi Infernot

Hai già sentito degli infernot, ma non ne hai mai visitato uno? Allora leggi e scopri cosa sono e dove vedere gli Infernot (quelli veri)!

Molti hanno scoperto la bellezza del Monferrato soltanto dal 2014, anno in cui l’Unesco lo ha inserito, insieme a Langhe e Roero, tra i beni patrimonio dell’Umanità. Nonostante questa celebrità improvvisa non tutti sanno che il Monferrato è stato scelto anche perché è la terra degli Infernot. Prima di parlare delle loro caratteristiche peculiari dobbiamo dirti che sono in particolare il simbolo del Basso Monferrato. Nella cultura contadina di questa zona compresa tra Asti e Casale Monferrato infatti  si fonda la loro origine e il loro utilizzo diffuso. Inoltre devi sapere che il termine piemontese “infernot” deriva dall’antico termine provenzale en fernet che significa prigione angusta. Ci dirai “cosa c’entrano le prigioni con delle cantine?” Beh tra poco lo capirai.

Vabbeh non continuiamo a girarci intorno, lo sappiamo che a te interessa sapere cosa sono e dove vedere gli Infernot. Quindi continua a leggere e scoprilo insieme a noi.

Cosa sono gli Infernot

Gli infernot  sono degli ambienti sotterrai scavati nella Pietra da Cantone, la pietra tipica della zona del Basso Monferrato. Questa si è formata milioni di anni fa dal depositarsi di sabbia, limo e organismi sul fondo del mare che ricopriva le colline monferrine all’epoca. Se farai attenzione, quando visiterai un infernot, potrà capitarti di vedere, intrappolati sulle sue pareti, dei fossili di creature che abitavano questo mare caldo e calmo nella preistoria.

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Entrata dell’Infernot Belvedere di Vignale Monferrato (Credit to Alessandro Sgarito CC BY ND 2.0)

Gli infernot, inoltre, sono sempre collocati sotto gli edifici che sono o erano abitati, perché fungevano da cantine dove conservare il vino, molto spesso quello più pregiato. Era facile che una bottiglia di vino si conservasse perfettamente al loro interno per anni in attesa di un matrimonio o di una nascita. Le loro caratteristiche infatti sono eccezionali: la temperatura e l’umidità sono costanti e non vi filtra luce in quanto non hanno aperture con l’esterno se non la porta d’ingresso.

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Infernot Zavattaro a Ozzano Monferrato (Credit To Matteo Marongiu)

Un altro aspetto importante è quello della loro forma. Non esiste un infernot uguale all’altro. Ci sono grandi strutture con più camere con molte nicchie e mensole, ma anche, più frequenti, monocamera o a corridoio. Queste ultime due tipologie sono di solito quelle scavate dai contadini con i propri strumenti durante l’inverno, periodo in cui la campagna dava meno lavoro. Gli infernot dei contadini quindi risultano meno rifiniti e permettono ancora oggi di vedere chiaramente i segni delle picconature sulle pareti.

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Infernot Carlini a Ottiglio Monferrato (Credit to Ilenio Celoria CC BY-ND 2.0)

Una caratteristica comune e fondamentale è che ogni infernot è realizzato in “scavo”, cioè solamente con l’asporto della pietra senza la costruzione di pareti o soffitti. Spesso anche il mobilio, come tavoli e sedute, sono stati direttamente ricavati scolpendoli nella roccia.

Come ti abbiamo detto ogni infernot è diverso dall’altro. Perciò l’unica cosa che puoi fare è cercare di visitarne il più possibile. Quindi continua a leggere e scopri dove vedere gli infernot.

Dove vedere gli infernot

Probabilmente sei arrivato a questo articolo proprio per rispondere alla domanda “dove vedere gli infernot?”. Beh se hai letto l’articolo dall’inizio avrai già capito che la zona dove trovarli è il Basso Monferrato. Però probabilmente non sai che quando l’Unesco assegnò il titolo di patrimonio dell’Umanità per la presenza di questi manufatti divise il territorio in Core Zone e Buffer zone. Se non sei avvezzo all’inglese possiamo tradurre il primo in “zona di eccellenza” e il secondo in “zone limitrofe” o “zona cuscinetto”. I comuni compresi sono:

  • Nella Core Zone: Camagna, Cella Monte, Frassinello Monferrato, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato e  Vignale Monferrato;
  • Nella Buffer zone: Altavilla Monferrato, Casale Monferrato, Casorzo, Castelletto Merli, Cereseto, Conzano, Cuccaro Monferrato, Fubine, Grana, Grazzano Badoglio, Lu, Moncalvo, Occimiano, Penango, Ponzano Monferrato, Serralunga di Crea, Terruggia e Treville.

Per esperienza personale ti possiamo tranquillamente dire che in qualsiasi di questi comuni potrai trovare almeno un infernot da visitare di grande fattura. L’unica discriminante è che molti sono aperti soltanto in occasioni speciali mentre quelli inseriti in circuiti più tradizionali sono solo in 14 comuni. Ognuno di questi 14 comuni attraverso i propri canali organizza visite guidate e li rende fruibili. Sul sito dell’ecomuseo della Pietra da Cantoni si possono trovare tutte i recapiti per chiedere informazioni e prenotare una visita.

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Camera dell’Infernot Belvedere di Vignale Monferrato (Credit to Matteo Marongiu)

Inoltre per chi volesse esiste un “Circuito degli Infernot” un percorso eno-gastronomico e culturale di circa 50 km in mezzo alle colline Unesco. Il circuito si può percorrere sia in bici che in auto e moto. Durante il percorso ci si può fermare presso aziende agro-alimentari, artigianali e turistiche che danno informazioni e offrono i loro prodotti.

Un ultimo consiglio

L’ultimo consiglio che ti vogliamo dare è quello di osservare il modo in cui le guide del posto ti condurranno all’interno degli infernot. La passione e l’orgoglio che hanno nel parlartene ti farà comprendere che queste cantine sono più di un manufatto; gli infernot sono il lascito più evidente della cultura contadina del Basso Monferrato che ha resistito all’avanzare della modernità. Un esempio eccellente, che dovremmo imitare, di come l’uomo può sfruttare gli elementi offerti dalla natura senza distruggerla.

Ora che sai cosa sono e soprattutto dove vedere gli infernot non ti resta che decidere quali vedere e quando. Buona visita!

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